Per Obama il ceceno di Boston non è un nemico di guerra
New York. Gli inquirenti dicono che Dzhokhar Tsarnaev, l’attentatore di Boston, ha iniziato a rispondere per iscritto ad alcune domande dal letto d’ospedale. Ha una ferita d’arma da fuoco al collo – il proiettile pare sia stato sparato da distanza ravvicinata: forse un tentativo di suicidio prima della cattura – ed è cosciente a intermittenza, e per il momento non è in grado di parlare. L’insieme delle circostanze rende complicato per l’Amministrazione Obama stabilire il trattamento legale che spetta a Tsarnaev, cittadino americano responsabile – assieme al fratello Tamerlan, morto in un conflitto a fuoco con la polizia – di un attentato all’interno dei confini nazionali. De Biase Putin ha un’idea sui ceceni di Boston e una priorità con Obama
18 AGO 20

New York. Gli inquirenti dicono che Dzhokhar Tsarnaev, l’attentatore di Boston, ha iniziato a rispondere per iscritto ad alcune domande dal letto d’ospedale. Ha una ferita d’arma da fuoco al collo – il proiettile pare sia stato sparato da distanza ravvicinata: forse un tentativo di suicidio prima della cattura – ed è cosciente a intermittenza, e per il momento non è in grado di parlare. L’insieme delle circostanze rende complicato per l’Amministrazione Obama stabilire il trattamento legale che spetta a Tsarnaev, cittadino americano responsabile – assieme al fratello Tamerlan, morto in un conflitto a fuoco con la polizia – di un attentato all’interno dei confini nazionali. Ieri il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha confermato che Tsarnaev non sarà processato come un nemico di guerra, eventualità invocata da diversi parlamentari repubblicani, capeggiati dal senatore Lindsey Graham: “E’ contro la legge processare un cittadino americano in una corte militare”, ha detto Carney. Poco dopo l’Fbi ha formalizzato l’accusa contro Tsarnaev: utilizzo di armi di distruzione di massa, reato che può essere punito con la pena di morte in una corte federale. Rimangono però aperte altre ipotesi legali intermedie. La situazione inedita di un terrorista americano catturato in patria va al cuore dei conflitti giuridici di un’Amministrazione che ha contestato a parole e largamente sfruttato nei fatti l’impianto legale costruito da Bush sulle operazioni mirate contro i terroristi e sui tribunali militari.
L’Fbi per il momento non ha letto a Tsarnaev i suoi diritti – noti come Miranda Rights – per evitare che l’assassino rimanga legittimamente in silenzio o invochi la presenza di un avvocato; il congelamento dello status è legittimato dalla “eccezione per la sicurezza pubblica” sancita dalla Corte suprema nel 1984: se esiste un’immediata necessità di ricavare informazioni dal sospetto, i federali possono rimandare la lettura dei diritti per evitare che l’interrogato si avvalga della facoltà di non rispondere. Si tratta di una disposizione che si applica soltanto in casi eccezionali e per un breve periodo, ma un memo interno redatto dall’Fbi e reso pubblico dal New York Times nel 2011 lega il diritto del governo a tacere i diritti dei sospettati alla discrezionalità degli inquirenti: “Le circostanze che circondano l’arresto di un terrorista possono legittimare un’estensione degli interrogatori per la ‘pubblica sicurezza’ senza leggere i diritti rispetto a ciò che è garantito in un comune caso criminale”.
Questa interpretazione lasca approvata a porte chiuse confligge con quella che John Brennan, ora capo della Cia, ha dato pubblicamente: i terroristi che vengono catturati in America devono essere processati in una corte civile, e l’eccezione stabilita dalla Corte suprema sui Miranda Rights dev’essere usata con estrema parsimonia.
Questa interpretazione lasca approvata a porte chiuse confligge con quella che John Brennan, ora capo della Cia, ha dato pubblicamente: i terroristi che vengono catturati in America devono essere processati in una corte civile, e l’eccezione stabilita dalla Corte suprema sui Miranda Rights dev’essere usata con estrema parsimonia.
A Boston i conflitti legali finora emersi per lo più in forma teorica precipitano in una prassi complicata da gestire. Liberal e libertari chiedono che i diritti di Tsarnaev vengano letti il prima possibile. Nella storia dei fratelli Tsarnaev ci sono ampi indizi di una radicalizzazione islamica e c’è il soggiorno sospetto del maggiore, Tamerlan, in Russia nel 2011, circostanza in cui potrebbe avere contratto legami con cellule terroristiche. Elementi che potenzialmente lambiscono una rete internazionale si mischiano con quelli che raccontano di una conversione solitaria alla violenza sullo sfondo di una oscura epopea famigliare. L’Amministrazione Obama ha una strategia legale aggressiva per affrontare i terroristi propriamente detti – quella di Bush con ulteriori deroghe – e una garantista per i criminali americani, ma il caso di Tsarnaev è la prova per capire la filosofia presidenziale quando le fattispecie non sono così chiare e distinte.